Comincia a salire l’attenzione della comunità internazionale sullo scempio birmano: a Bruxelles viene riconosciuta la corresponsabilità delle multinazionali che, con le loro attività, finanziano –direttamente o indirettamente- il regime. E’ il caso della compagnia petrolifera Total, accusata di complicità in crimini contro l’umanità. E la buona notizia? I quattro Birmani che hanno dato il via al procedimento hanno rifiutato le gigantesche offerte economiche della Total stessa, proposte per mettere a tacere le loro coscienze e far ritirare la denuncia. Insomma, questa volta il processo si farà.


